Octopalm fai-da-te - Guida su come realizzarlo

Innanzitutto:

Questa è la guida/tutorial CHE NESSUNO HA CHIESTO 😊, e mi spiego.

Il prodotto originale, così com'è, è perfetto per qualità, prezzo e per il tutorial che accompagna il prodotto (Jim Bodine è il creatore e, insieme a Eric Jones, ci sono quasi 2 ore di spiegazioni).

L'ho comprato quasi 9 anni fa, l'ho usato parecchio e ne ho ancora oggi.

D'altro canto, la creazione casalinga di questo prodotto è tediosa e richiede molto tempo e un sacco di pazienza.

Quindi la domanda è: perché diamine farlo in casa se il prodotto originale è buono, economico e ti risparmia un sacco di grattacapi?

Molto semplice: solo per curiosità.

Poi, ognuno scelga se vuole provarci o meno.

RIPETO, NEL CASO NON FOSSE CHIARO:

Come minimo, chiunque voglia farlo dovrebbe aver comprato almeno una volta il prodotto originale, per capire come si usa.

E molto probabilmente, se comprate l'originale, non vorrete più fare quello casalingo 😄 (più che altro per comodità).

Bene, fatte le dovute premesse, passiamo alla guida.

Una breve storia.

L'Octopalm è sostanzialmente una pasta appiccicosa che ci permette di incollare oggetti al corpo, con la particolarità della "pressione" esercitata.

In linea di massima, se non eserciti una certa pressione nel punto in cui è applicata la pasta, questa non agisce, non appiccica e quindi non dovrebbe dar fastidio mentre facciamo altro.

Insomma, una specie di colla/adesivo riposizionabile da applicare sulla pelle che funziona solo quando ci facciamo pressione sopra.

Qualcuno si chiederà: "Zeta ha detto che l'ha preso 9 anni fa e dura ancora, com'è possibile?"

Facilissimo: MAI usare il barattolo originale per lavorarci.

Semplicemente ci procuriamo un barattolino più piccolo, trasferiamo una piccola quantità dall'originale al piccolo e usiamo quello finché non finisce.

Conservando il prodotto originale, chiuso (salvo per rabboccare il barattolino) e mantenendone la qualità.

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Sul prodotto originale, poco altro da aggiungere.

Passiamo a come realizzare un prodotto simile in casa.

MATERIALI

Poca roba...

Da una parte colofonia, che a seconda del paese ha vari nomi ma è essenzialmente la stessa cosa: resina di conifere.

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Dall'altra, alcol (l'ideale sarebbe alcol isopropilico, ma è più costoso e non sempre facile da trovare, quindi l'alcol normale andrà bene lo stesso).

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L'alcol normale contiene impurità e renderà il lavoro più tedioso (soprattutto durante l'evaporazione), ma è la soluzione più economica.

̶E̶S̶I̶S̶T̶E̶ ̶U̶N̶ ̶T̶E̶R̶Z̶O̶ ̶M̶A̶T̶E̶R̶I̶A̶L̶E̶ ̶P̶E̶R̶ ̶L̶A̶ ̶F̶A̶S̶E̶ ̶F̶I̶N̶A̶L̶E̶,̶ ̶D̶E̶L̶ ̶Q̶U̶A̶L̶E̶ ̶N̶O̶N̶ ̶H̶O̶ ̶I̶N̶T̶E̶N̶Z̶I̶O̶N̶E̶ ̶D̶I̶ ̶P̶A̶R̶L̶A̶R̶E̶ ̶Q̶U̶I̶.̶

̶N̶O̶N̶ ̶È̶ ̶S̶T̶R̶E̶T̶T̶A̶M̶E̶N̶T̶E̶ ̶N̶E̶C̶E̶S̶S̶A̶R̶I̶O̶ ̶F̶I̶N̶O̶ ̶A̶L̶L̶A̶ ̶P̶A̶R̶T̶E̶ ̶F̶I̶N̶A̶L̶E̶,̶ ̶M̶A̶ ̶È̶ ̶U̶N̶ ̶D̶E̶T̶T̶A̶G̶L̶I̶O̶ ̶F̶O̶N̶D̶A̶M̶E̶N̶T̶A̶L̶E̶.̶

̶D̶O̶P̶O̶ ̶A̶V̶E̶R̶ ̶P̶U̶B̶B̶L̶I̶C̶A̶T̶O̶ ̶Q̶U̶E̶S̶T̶O̶,̶ ̶D̶A̶R̶Ò̶ ̶I̶ ̶D̶E̶T̶T̶A̶G̶L̶I̶ ̶N̶E̶L̶L̶A̶ ̶S̶C̶U̶O̶L̶A̶ ̶D̶I̶ ̶M̶A̶G̶I̶A̶.̶

̶C̶H̶I̶ ̶N̶O̶N̶ ̶È̶ ̶N̶E̶L̶L̶A̶ ̶S̶C̶U̶O̶L̶A̶ ̶M̶A̶ ̶V̶U̶O̶L̶E̶ ̶S̶A̶P̶E̶R̶N̶E̶ ̶D̶I̶ ̶P̶I̶Ù̶,̶ ̶D̶E̶V̶E̶ ̶S̶O̶L̶O̶ ̶S̶O̶D̶D̶I̶S̶F̶A̶R̶E̶ ̶2̶ ̶R̶E̶Q̶U̶I̶S̶I̶T̶I̶;̶

̶1̶º̶ ̶L̶A̶S̶C̶I̶A̶R̶E̶ ̶U̶N̶ ̶M̶I̶ ̶P̶I̶A̶C̶E̶ ̶A̶ ̶Q̶U̶E̶S̶T̶A̶ ̶G̶U̶I̶D̶A̶ ̶E̶ ̶2̶º̶ ̶S̶C̶R̶I̶V̶E̶R̶M̶I̶ ̶I̶N̶ ̶P̶R̶I̶V̶A̶T̶O̶ ̶E̶ ̶S̶A̶R̶Ò̶ ̶L̶I̶E̶T̶O̶ ̶D̶I̶ ̶S̶V̶E̶L̶A̶R̶E̶ ̶I̶L̶ ̶T̶E̶R̶Z̶O̶ ̶C̶O̶M̶P̶O̶N̶E̶N̶T̶E̶ ̶S̶E̶G̶R̶E̶T̶O̶ ̶C̶H̶E̶ ̶F̶A̶ ̶F̶U̶N̶Z̶I̶O̶N̶A̶R̶E̶ ̶T̶U̶T̶T̶O̶ ̶A̶ ̶D̶O̶V̶E̶R̶E̶.̶

Il terzo ingrediente serve per la fase finale del processo.

Ne parlerò in un video che aggiungerò alla fine del post.

Bene, una volta recuperati i materiali, alcol e colofonia, dobbiamo semplicemente sciogliere la colofonia nell'alcol.

Per farlo, dobbiamo prima ridurre la colofonia in polvere, il più fine possibile.

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Riutilizzare un macinaspezie (in questo caso uno per il sale dell'Himalaya) per triturare la colofonia aiuta a ottenere una polvere finissima.

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NOTA DI SICUREZZA: La polvere fine di colofonia può essere MOLTO DANNOSA se inalata, maneggiatela con molta cautela.

Continuiamo...

Una volta ottenuta una certa quantità di polvere, il passo successivo è procurarci un contenitore in cui versarla e scioglierla nell'alcol.

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Agitiamo ripetutamente finché non si scioglie tutto alla perfezione e non si notano più residui.

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Ed ecco che abbiamo il nostro "elisir".

Ora, ironicamente, dobbiamo eliminare la maggior parte dell'alcol tramite evaporazione.

Si può usare qualsiasi tipo di barattolino maneggevole; basta lasciar riposare la miscela e aspettare..., e aspettare..., e aspettare...

e aspettare....,

e aspettare....,

e aspettare....,

e aspettare....,

mi sono spiegato bene???

e aspettare....,

e aspettare....,

e aspettare....,

😅 😅

In questa foto si vede il barattolino a sinistra: è più liquido ma, evaporando, inizia a diventare più scuro.

Il barattolino a destra era già alla terza o quarta evaporazione, appare più denso ed è arrivato a circa metà.

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In questa foto vediamo 3 barattolini, da sinistra a destra, dal meno denso al più denso.

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In questa foto vediamo 6 barattolini, da sinistra a destra, dal meno denso al più denso.

Esatto: riempiamo il barattolino con la miscela di alcol e colofonia; quando l'alcol è quasi evaporato tutto e rimane una massa densa, aggiungiamo altro alcol fino all'orlo e ricominciamo ad aspettare che evapori.

È il metodo per ottenere una concentrazione sempre maggiore del prodotto.

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Sull'evaporazione:

Barattolino vuoto:

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Barattolino pieno del nostro "elisir" la prima volta:

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Barattolino pieno del nostro "elisir" la prima volta (quello a sinistra) e lo stesso barattolino riempito allo stesso modo ma 24 ore dopo (quello a destra):

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Dopo 24 ore potete notare quanto è sceso il livello e quanto è diventato denso:

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Aggiungiamo altro "elisir" sul risultato denso e aspettiamo altre 24 ore:

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Ogni 24 ore noteremo, oltre all'evaporazione dell'alcol, come aumenta progressivamente la concentrazione del nostro prodotto.

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Nota finale: Ricordate, c'è un'ultima cosa da aggiungere affinché il prodotto casalingo assomigli il più possibile all'originale.

Fatto solo così, per quanto simile, rimane una pasta che appiccica ovunque ed è difficile da maneggiare.

̶A̶g̶g̶i̶u̶n̶g̶e̶r̶ò̶ ̶q̶u̶e̶s̶t̶'̶i̶n̶f̶o̶r̶m̶a̶z̶i̶o̶n̶e̶ ̶n̶e̶l̶ ̶c̶o̶r̶s̶o̶ ̶d̶e̶l̶ ̶g̶i̶o̶r̶n̶o̶ ̶n̶e̶l̶ ̶m̶i̶o̶ ̶p̶r̶o̶f̶i̶l̶o̶ ̶p̶r̶i̶v̶a̶t̶o̶ ̶(̶̶s̶o̶l̶o̶ ̶p̶e̶r̶ ̶g̶l̶i̶ ̶s̶t̶u̶d̶e̶n̶t̶i̶̶)̶ ̶d̶e̶l̶l̶a̶ ̶s̶c̶u̶o̶l̶a̶.̶

̶E̶ ̶c̶h̶i̶ ̶n̶o̶n̶ ̶è̶ ̶s̶t̶u̶d̶e̶n̶t̶e̶ ̶m̶a̶ ̶v̶u̶o̶l̶e̶ ̶s̶a̶p̶e̶r̶n̶e̶ ̶d̶i̶ ̶p̶i̶ù̶,̶ ̶m̶i̶ ̶c̶h̶i̶e̶d̶a̶ ̶p̶u̶r̶e̶ ̶v̶i̶a̶ ̶m̶e̶s̶s̶a̶g̶g̶i̶o̶.

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Il terzo ingrediente è questo:

Ecco il video che lo spiega.

(ricordate, i miei video sono "grezzi", senza montaggio o altro, come vengono vengono, quindi perdonate se mi impappino o ho qualche lapsus 😅, per qualsiasi dubbio chiedete pure)

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